PECOB Portal on Central Eastern
and Balkan Europe
by IECOB & AIS
Università di Bologna  
 
Monday January 24, 2022
 
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East, rivista internazionale di geopolitica
 
European Regional Master's Degree in Democracy and Human Rights in South East Europe
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La delocalizzazione di attività produttive in Serbia: andamento e conseguenze (sesta parte)

 

di www.pecob.eu

Abstract

L’armonizzazione delle politiche fiscali, ambientali e lavorative nell’Unione Europea e da essa verso i paesi circostanti che progressivamente vi faranno ingresso, rimane un tema fino ad ora trascurato e sottovalutato nelle sue implicazioni.
La situazione descritta nelle precedenti parti su questo sito, impone di trovare una soluzione flessibile ma di lungo periodo per fornire una prospettiva verso la quale adoperarsi tanto come comunità europea quanto come singoli operatori economici.
La competizione al ribasso effettuata utilizzando l’abbattimento dei diritti e della leva fiscale sta notevolmente indebolendo la tenuta sociale e la coesionepolitico-economica europee, spingendo ogni stato a guardare al proprio tornaconto immediato a scapito dei diritti dei propri cittadini ed a detrimento del resto dei paesi compresi nella regione.
In questo modo quello che dovrebbe divenire uno spazio coeso nel quale l’economia di mercato dispiega le sue potenzialità positive per il bene della collettività, sta diventando una aggregazione all’interno della quale la cooperazione è soppiantata dalla competizione che mentre avvantaggia sulla carta, in questo caso, la Serbia, produce drammi sociali sia in Italia che nel paese balcanico.
La strada di una delocalizzazione costruttiva sembra ancora lontana, ancorchè quanto mai necessaria. La competizione della quale si è parlato sta aprendosi anche ad una battaglia analoga ancora più dura, interna ai Balcani stessi. I paesi confinanti alla Serbia hanno già approntato strategie simili a quella adottata da Belgrado, trasformando i Balcani in una regione dove delocalizzare facilmente attività produttive per ottenere condizioni di grande vantaggio dal punto divista fiscale e legislativo.
Mentre i governi balcanici favoriscono con ogni mezzo queesta tendenza, gli esecutivioccidentali rimangono in una sostanzale inattività politico-economica.

 
Mirees

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